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In un settore gravemente colpito dalla crisi, come quello tessile, arriva qualcosa di più di uno spiraglio di luce.
Il faro lo accende Michele Bocchese, presidente del Sistema Moda veneto con delega alle Politiche industriali per il SMI nazionale, che nel 2010 «ha fatto una scelta controcorrente»: rilevare e riacquisire la proprietà della vecchia azienda del nonno Giuseppe, Bocchese 1908, antico setificio di inizio secolo nel vicentino che oggi occupa una decina di persone. «Il rilancio del marchio e del prodotto è legato alla ricerca sul passato storico – spiega l’imprenditore berico – stiamo riproponendo tessuti scomparsi, che un tempo erano esclusivamente per l’uomo, a una clientela più vasta ma sempre alta di gamma, tutto made in Italy».
Oggi quella start up legata come una costola alla Miles (azienda da 25 milioni di fatturato e che collabora con le più prestigiose griffe francesi ed italiane) ha sestuplicato il fatturato fino ad arrivare alla soglia di 1,5 milioni. Ha come primo mercato Italia, poi Francia e Cina. E in tre giorni di fiera a Milano ha portato a casa cento clienti.

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La chiave è l’innovazione, la ricerca estrema come il doppione, un tessuto tipo shantung che però ripropone quel filo fiammato sia nella trama che nell’ordito e gli dà un aspetto tridimensionale. Ma c’è anche la seta vintage e pure quella sportiva.

Oggi la novità è la seta d’inverno – un prodotto nuovo – che è l’evoluzione della seta classica, grazie a complesse procedure di finissaggio, e fa uscire l’azienda dalla tipica stagionalità, portando – per assurdo – le vendite a volumi ben maggiori nei mesi freddi rispetto quelli estivi.

La Wintersilk® (in francese Soie d’hiver) è morbida e ‘pelosa’ come il cashmere e raggiunge pesi e metrature necessarie per la confezione di giacche e cappotti. Per l’inverno 2014 Bocchese presenta invece – in collaborazione e sinergia con la padovana Berto tessile Spa – i jeans setosi e lucenti che richiamano la camicia di jeans elegante degli anni ’80, creando uno stile che Ralph Lauren incarnava allora. Il progetto – e che è anche un marchio depositato – si chiama «Denim loves Silk». Un’altra novità è Liberty, un tessuto da camicia in seta pura che proviene dagli archivi degli anni ’70 e ’80 quando fu un vero e proprio ‘bestseller status’.

«L’innovazione di prodotto e di ricerca vanno al di là del caso Bocchese – spiega però l’imprenditore – parliamo tanto di innovazione ma in alcuni casi ci limitiamo a perfezionare prodotti esistenti. Serve ricerca più pura per creare nuovi prodotti. La Wintersilk® è infatti un nuovo prodotto che porta la nostra azienda a crescere in modo vorticoso, e a grandissimo livello, perché piace agli stilisti di Parigi così come a quelli di Hong Kong. Kiton, per esempio, l’ha già applicata alla sua collezione». «Non è vero quindi che la seta è un prodotto standardizzato, esistono ampi spazi di lavorazione associati a concetti di brevettabilità e deposito di marchi per tutelare know how e sviluppo commerciale». Infine, aggiunge: «Noi ci siamo finanziati con mezzi propri; probabilmente se fossi andato da una banca con questa start up non avrei preso una lira. Ma oggi vendiamo in Cina (5 campionari), Giappone e Stati Uniti. Quasi tutto quello che produciamo va ormai all’estero».
(pubblicato su @veneziepost monitor – Copyright ©)

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