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Genovese d’origine, bellunese d’adozione. Aldo Cafiero rappresenta la seconda generazione di un’impresa familiare nata nel 1980.

Fondata da Guido Cafiero, l’omonima industria, dopo aver conquistato il settore navale con le sue borse sportive, ha completamente virato sulla moda, iniziando collaborazioni con le più note maison del lusso mondiale. Cafiero produce astucci per occhiali per le grandi firme, ma grazie al mix di «romanticismo, artigianalità e storia» si è aperto un nuovo varco nell’alto di gamma.

Disegnare e produrre borse è sempre stato nel Dna dell’azienda ma il nuovo progetto «Salce 197» ha saputo diventare brand e anche shop monomarca. Salce 197 era l’indirizzo della sede storica del primo embrione di azienda, a Cesa di Limana (BL); oggi è la marca di un modello di borsa in pelle, a tre dimensioni e fatto ad arte, in consegna in questi giorni in sei punti vendita in Italia. «Abbiamo creato e brevettato tantissimo per altri, volevamo qualcosa di nostro che rimanesse di proprietà – spiega Cafiero – ora stiamo organizzando la distribuzione. Allargheremo i punti vendita Italia ma vogliamo puntare sulla Cina. Inaugureremo un monomarca a Guangzhou, per testare il mercato». L’azienda ha scommesso da anni sull’Oriente: il primo stabilimento in Cina è del 2008 e oggi conta 350 dipendenti: un gioiello con tanto di tredicesima, assicurazione e alloggio per chi abita lontano. Nel 2009, per consolidare la presenza, Cafiero ha aperto uffici commerciali a Hong Kong e fondato una società che funge da piattaforma logistica e trasporti verso Europa, Usa e Oceania. Cafiero stima 100 milioni di cinesi come possibili acquirenti. «Ripotenzieremo il made in Italy» promette.

Copyright – La Stampa

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