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LIMENA. Immaginate di recarvi in farmacia e in soli 2 minuti, al contenuto costo di una ventina di euro, poter eseguire un esame approfondito dei vostri occhi. Immaginate di ricevere, dopo appena un paio d’ore, il referto via mail (o nella stessa farmacia). Come accade con un semplice esame del sangue, potreste scoprire e prevenire malattie degenerative dell’occhio come i glaucomi o le maculopatie; e, nel caso, recarvi subito dal medico o dall’oculista per la cura o esami approfonditi. Ma potreste scoprire anche, visto che i bulbi oculari sono pieni di vasi sanguigni, patologie come il diabete e l’ipertensione. Chi ne ha familiarità, dovrebbe sottoporsi a questo esame ogni sei mesi. Ma le liste di attesa spesso non lo consentono e talvolta i costi diventano proibitivi. La situazione potrebbe però cambiare.

Paola Griggio ha solo 40 anni, una laurea in Ingegneria e una lunga esperienza nel biomedicale: dalla padovana CenterVue alla multinazionale giapponese Nidek che, proprio a Padova, ha la sede italiana.

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La fondatrice e socia Paola Griggio

Nel 2013, Griggio decide di mettersi in proprio al fianco di Francesco Camuffo e crea Next sight con sede a Limena. Ci vuole un anno per mettere a punto il prototipo di Nexy: il primo dispositivo medicale imaging di tipo pay-per-patient. Ovvero: un dispositivo altamente specializzato che funziona come una macchina fotografica in grado di approfondire lo studio del fondo dell’occhio e di riportare in un tablet immagini e dati che poi vengono trasmessi a un server e custoditi con massima cura della privacy finché non vengono elaborati e decifrati da oculisti specialisti per la refertazione.

«Siamo partiti in un garage – racconta Griggio – finito il prototipo avevamo anche esaurito i fondi con cui ci eravamo finanziati». Nel 2015 entrano così nella compagine sociale la padovana Bios Line e Ivg Colbachini di Cervarese Santa Croce attiva nella produzione di tubi flessibili in gomma. Oggi Camuffo e Griggio controllano rispettivamente il 30% del capitale, i due investitori il 20% a testa. L’azienda in un anno ha assunto nuove professionalità, una è in entrata a giorni, per un totale di 7 addetti.

Si tratta di un unicum nel panorama della manifattura che ben incarna cosa significhi il paradigma Industria 4.0. Next Sight produce macchine automatiche di autodiagnostica (200 l’anno al momento) ma la portata vera dell’innovazione sta nel servizio che è rivolto alle persone a un costo contenuto. Refertazione, gestione dei dati, server e cloud con copertura della privacy. Questo è Next Sight. Sono già 10 i distributori che stanno vendendo Nexy agli oculisti che è il primo target dell’azienda. I mercati sono Italia, Spagna, Portogallo, Ucraina, Messico e Corea del Sud. Un primo contatto è già avviato con l’Arabia.

«Nexy si occupa di screening e fornisce un’immagine che è utile per la diagnosi successiva. Il dispositivo conserva il valore clinico e non si sostituisce al professionista – precisa Griggio – lavora a supporto e in connessione”. La vera sfida sarà ora rendere questo strumento democratico e la via è quella delle farmacie o medici di base. Sempre che la Regione Veneto non decida di investire in questo screening made in Italy che ha già all’attivo 5 brevetti. «Il nostro obiettivo – dice l’ad – è creare un network per aiutare e prevenire le malattie al fianco degli specialisti. Il mercato Italiano è enorme e purtroppo spesso ci dimentichiamo della cura dei nostri occhi».

Una malattia oculare non curata per tempo può portare anche alla cecità.

Copyright – Il mattino di Padova

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